Mauro Angeloni

22/ NARRARE E' UMANO

 

Sali sull’autobus, come ogni mattina; il solito autobus, stesso orario; vai al lavoro, sbrighi le tue faccende, la tua giornata è piena e sarà faticosa. Sogni già il momento in cui, a casa, stasera, ti toglierai le scarpe crollando sul divano.

Ma oggi, a una fermata qualsiasi, sale un uomo corpulento, tira fuori una pistola e dice: «Signori e signore, questo autobus è dirottato».

Non è un terrorista, non è un assassino. Si chiama Mario Pastore, e ciò che vuole da te, da tutti i passeggeri, è una cosa sola: la verità. Verità umana, verità di storie individuali contro l’indifferenza collettiva.

Impugnando la pistola e un microfono, dopo aver schiacciato play-rec sul suo vecchio registratore a cassette, ordina a ciascun passeggero di raccontare la propria vita.

A narrarci la vicenda, con i suoi imprevisti, le sue tensioni e le sue improvvise sterzate, è un passeggero sequestrato che di mestiere fa il giornalista, e già fiuta il grande scoop della vita, legato com’è al sequestratore da una passione comune: collezionare storie di vita. 

 

MAURO ANGELONI 

Mauro Angeloni è nato e vive a Roma. È laureato in Filosofia e Dottore di Ricerca in Linguistica. Lavora come digital editor in una grande azienda culturale italiana. Questo è il suo primo romanzo.

 

In 22 capitoli serrati come il numero dell’autobus sequestrato, questo romanzo «pensante» affronta il tema più urgente della nostra contemporaneità: che posto ha l’individuo nel mondo che stiamo vivendo? 

 

Gianluca Minotti

STORIA DELL'UNO E DELL'ALTRO

Storia dell’uno e dell’altro è un libro ironico e crudo, a tratti terrificante, illusorio, magicamente reale. È un libro fatto di storie, legate le une alle altre da trame tese sulle pagine come fili di aquiloni.

Protagonisti sono l’Uno e l’Altro, identità diverse di una stessa persona, e poi c’è Maria, che ama X, c’è X, che non sa chi è, ci sono cacciatori senza fucile e mogli di cacciatori in vestaglia, e c’è il Narratore, che va in giro per il libro con un interruttore in tasca a spegnere le luci delle case.

In un mondo narrativo che ha la sapienza fantastica dei sogni, Storia dell’uno e dell’altro porta alle estreme conseguenze, grazie al potere dell’immaginazione, le domande sull’esistenza, sull’identità, su chi siamo e chi potremmo o dovremmo essere e chi non riusciamo a smettere di essere in relazione agli altri, ma soprattutto a noi stessi.

 

GIANLUCA MINOTTI 

Gianluca Minotti è nato a Perugia nel 1969. Ha pubblicato una monografia su Valerio Zurlini, (Il Castoro), un piccolo saggio su un aspetto del lavoro editoriale, Come si legge un inedito. La scheda di valutazione, (Edizioni Il SegnaLibro). Un suo racconto è apparso nell'antologia, Père-Lachaise. Racconti dalle tombe di Parigi (Ratio et Revelatio).

 

Torni a casa, stanco dopo il lavoro; è tardi, a casa non c’è nessuno; d’un tratto la solitudine è così feroce che senti di sparire. Allora ti cerchi, per tutta casa, ma non ci sei. Poi un rumore: ti affacci alla finestra, guardi giù in giardino: eccoti lì, sull’altalena.

 

Mo Daviau

ASPETTARE VALEVA LA PENA

Se potessi andare nel passato e vedere un concerto di una band qualsiasi, quale sceglieresti?

 

Karl Bender ha quarant'anni, un passato da chitarrista in una rock band di discreto successo, una passione maniacale per la musica e un bar per niente alla moda a Chicago. Un giorno, cercando i suoi vecchi anfibi, scopre di avere nell’armadio un varco spazio temporale. Wayne, il suo migliore amico, informatico geniale e insoddisfatto, elabora un software in grado di gestirlo. Una vera manna dal cielo: non solo possono assistere ai concerti più incredibili (Stereolab, Elliot Smith, Elvis – Costello, non quell’altro) ma anche spedirvi, a pagamento, i clienti del bar. A Wayne, però, non basta. Ha in mente un gesto eroico: impedire l’assassinio di John Lennon. Ma Karl, per errore, invece che nel 1980 lo spedisce nella Manhattan del 980. Per recuperare l’amico di una vita, Karl cerca l’aiuto di Lena Geduldig, caustica astrofisica femminista post-punk, scelta solo perché sulla foto che appare nel sito della Northwestern University indossa la t-shirt dei Melvins, una delle sue band preferite. Lavorando insieme, e viaggiando nei cunicoli del tempo, i protagonisti di questo irresistibile e vertiginoso romanzo si troveranno a fare scelte difficili, a dare risposte a grandi interrogativi (che persona saremmo potuti diventare se avessimo potuto cambiare il nostro passato? Quale vita ci troveremmo a vivere? E come si fa a conservare l’amore col passare del tempo?). Perché a voler modificare troppo il passato si rischia di riscrivere il futuro. 

 

MO DAVIAU

Californiana, a otto anni pensava che il suo obiettivo principale nella vita sarebbe stato pubblicare un romanzo. Laureata presso l’università del Michigan ha vinto, con questo brillantissimo esordio, l’Hopwood Award. Ora vive a Portland, nell’Oregon, dove gestisce una libreria.  Sta scrivendo il suo secondo romanzo.

 

L’irriverenza comica di Nick Hornby, il romanticismo di Gary Shteyngart, il fascino sottile di un film con John Cusack, il tutto all’interno di un’appassionante storia di amori perduti, curve spaziotemporali e stelle del rock.

Rebecca Dinerstein

 

Come i migliori lavori di Vonnegut, il romanzo è bizzarro e ha un cuore che batte

Meshable

 

 

Rebecca Rischin

PER LA FINE DEL TEMPO

La storia del Quartetto di Olivier Messiaen

Eseguito in pubblico il 15 gennaio 1941 allo Stalag VIII di Gorlitz, un campo di prigionia nazista dove il compositore era detenuto, per una platea di prigionieri, il Quatuor pour la fin du Temps di Olivier Messiaen è uno dei lavori di musica da camera più celebri, e celebrati, del nostro tempo. Ma la sua premiere è anche, e soprattutto, uno dei grandi eventi musicali, e una delle storie più incredibili, del Ventesimo secolo.

La genesi di questa pagina, l’incontro assolutamente fortuito di Messiaen con i musicisti prigionieri che l’avrebbero eseguita (Etienne Pasquier, Jean Le Boulaire e Henri Akoka, oltre allo stesso Messiaen), gli avvenimenti che precedettero e seguirono il concerto, la vita nel campo e le vicende che portarono alla liberazione (o alla fuga) dei quattro sono finalmente ricostruiti da Rebecca Rischin con precisione e partecipazione.

L’autrice, intervistando i protagonisti ancora in vita, i parenti e gli amici di quelli che non ci sono più, e numerosi testimoni oculari, restituisce vita e verità a una vicenda leggendaria, in un libro appassionante nel cui tessuto narrativo si intrecciano fede, lealtà, creatività, orrore, amicizia, forza, il potere salvifico della musica e la tenacia inflessibile della speranza.

 

Da questo libro è stata tratta una sceneggiatura che verrà presto adattata per il grande schermo. 

 

REBECCA RISCHIN

Musicista di fama mondiale, insegna clarinetto alla Ohio University. Nella sua produzione discografica spicca One of a Kind, un Cd con musiche per clarinetto solo inciso nel 2009. Per la fine del Tempo il suo primo libro, è stato accolto con entusiasmo dalla critica internazionale e tradotto in francese e giapponese.   

 

 

Narrativa

pagine 208
isbn 9788894291049
uscita maggio 2018

 

prezzo 18 euro

 

 

 

 

 

 

Narrativa/Collana Fuochi

pagine 128
isbn 9788894291056
uscita maggio 2018

 

prezzo 13 euro

 

 

 

 

 

 

pagine 267
traduzione di Chiara Midolo e Massimo Vizzaccaro
isbn 9788894291032
uscita aprile 2018

 

 

prezzo 18 euro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

pagine 192
traduzione di Vincenzo Martorella
isbn 9788894291018
uscita aprile 2018

 

 

prezzo 18 euro

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